martedì 25 luglio 2017

Recensione Alice non è il paese delle meraviglie di Giuditta Ross


Titolo: Alice, non è il paese delle meraviglie
Autrice: Giuditta Ross
Serie: Gli eredi della foglia #1
Editore: Triskell
Data uscita: 2 maggio 2017
Genere: paranormal romance
Narrazione: terza persona, pov alternati
Livello sensualità: medio alta

Trama: Alistair St. Clare è una creatura potente. Un raro vampiro. Cammina sul mondo da secoli e conosce molto bene se stesso e il suo posto nel variegato substrato di esseri non umani che popolano la terra, perennemente in conflitto gli uni con gli altri. Da sempre si destreggia sul filo del rasoio di delicati equilibri di potere. Sa bene che lasciarsi ammaliare da due begli occhi dorati potrebbe costargli tutto ma, improvvisamente, il ferreo pragmatismo di una vita svanisce sostituito da un bisogno selvaggio e folgorante.
Alice non è che una semplice piccola vampira in un mondo di lupi mannari. O almeno così pensa. Non sa nulla di sé, solo quello che il vecchio Noan le ha detto da quando si è svegliata, senza un briciolo di memoria per quello che era. La sua vita si trascina sospesa tra il lavoro al pub, la stramba amica ‘Dhu e un ragazzo carino che le lascia affondare le zanne in lui di tanto in tanto. Questo finché il suo passato non torna prepotentemente a reclamarla.
Alice scoprirà che non c’è nulla di semplice nella sua vita da vampira, che l’uomo dei suoi sogni è un tipo da incubo che non si fermerà davanti a nulla pur di tenerla al sicuro.

Recensione di Alice:

Ho adocchiato questo libro fin da subito, attirata dalla copertina stupenda che rimanda ad atmosfere sognanti e fantastiche, ma anche un po' cupe e malinconiche. La sinossi ha fatto il resto: un vampiro antico e potente? Una giovane donna senza ricordi? Ok, preso. Quello che non mi aspettavo era di trovarmi tra le mani un romanzo così ben scritto. Lo stile dell'autrice mi ha conquistato subito, fin dalle prime pagine. E Alice, la protagonista, è un gran bel tipino! Ma andiamo con ordine...

Alice ha venticinque anni, o almeno così hanno stimato, ed è una giovane vampira che vive in una locanda sperduta in mezzo al nulla insieme a Noan, un burbero e vecchio nano, e uno sparuto branco di lupi mannari che la guardano dall'alto in basso. Cinque anni prima era stata trovata mezza morta e senza memoria e da quel momento la sua vita scorre su binari tutto sommato tranquilli. Se non fosse che si sente sola, è l'unica della sua specie e ha un sacco di domande senza risposte.

Finché, una sera, quello che credeva un avventore saltuario del locale, rivela la propria identità: Alistair St. Clair, un antico e temuto vampiro, con una pessima reputazione. È evidente che non può essere un caso... Ormai le creature della loro specie sono molto rare e Alice prova, da sempre, una forte attrazione nei suoi confronti, qualcosa di così forte che non può essere giustificato solo dal suo aspetto (che diciamolo, è parecchio figo). I due sono legati, ma come? E perché? Chi ha ridotto Alice in fin di vita? E perché Alistair ha tenuto nascosto il loro legame per cinque lunghi anni? Queste domande hanno risposta nei primi capitoli, ma non voglio anticiparvi nulla... anche perché a questa situazione già complessa si aggiungono altri problemi.
"Di solito, Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente."
Sempre quella sera, alla locanda arrivano altri due esponenti del sesso forte, anche se sono delle fate... O come direbbe Alistair, delle "cazzo di fate", sì... non gli stanno granché simpatici. Ma ha i suoi motivi. Rain e Nair (notato il giochetto con i nomi? Leggeteli al contrario. Questa cosa dello "specchio riflesso" si replica anche nel loro aspetto) sono alla ricerca di un prigioniero fuggitivo e si imbattono in Alice, riconoscendo in lei qualcuno del loro passato. In che modo il popolo delle Fate è legato a una vampira che vive con i licantropi? Oh insomma, è proprio un gran casino. In questa baraonda, tra Alistair che la tratta come se fosse una sua proprietà, Rain e Nair che le rivelano verità terribili sul suo passato e un fidanzato licantropo che viene utilizzato come strumento per riammodernare l'arredamento (dal vampiro che lo sbatacchia di qua e di là), le cose per la nostra Alice si fanno difficili. Dire che è confusa e disorientata è l'eufemismo del secolo.

Nonostante i numerosi personaggi e i vari "intrallazzi" che si scoprono pagina dopo pagina, la narrazione scorre veloce e chiara, non ci si perde mai e la curiosità di scoprire come andrà a finire tiene il lettore sulla corda. Mi sono divertita a leggere i dialoghi divertenti e pungenti tra i personaggi, ma quello che mi ha colpita di più è come l'autrice riesce a far trapelare quello che i personaggi provano, i sentimenti che li legano l'uno all'altro. Sentimenti che non sempre sono limpidi e puri, anzi, e per questo sono ancora più interessanti.

La svolta più nettamente fantasy della seconda parte del libro mi è piaciuta tantissimo, così come mi ha intrigato il personaggi di Mo, sul quale non ho saputo bene cosa pensare fin quasi alla fine del libro. Gli intrighi politici e di potere delle varie razze sovrannaturali hanno arricchito la storia che non si limita affatto a raccontare le disavventure amorose di Alice, ma è molto più complessa.

Mi è piaciuta tantissimo questa storia, così come mi sono piaciuti i personaggi e la loro perfetta caratterizzazione: Alice, testarda e volitiva, fragile e forte, determinata e insicura; Alistair, in genere controllato e calcolatore, è invece impulsivo e quasi folle, a motivo di quello che si è costretto a negarsi, ridotto a un essere che si esprime a suon di ringhi animaleschi; Nair strafottente e ammiccante, sempre pronto a provocare e con un vago istinto masochistico; Rain compassato ed elegante, nasconde sicuramente qualcosa; il vecchio Noan, così affezionato alla sua protetta, Mo, ambiguo all'inizio, è uno dei personaggi che alla fine ho amato di più.

Lo stile di Giuditta Ross è fantastico perché vario: schietto e diretto nei dialoghi, non si dilunga in eccessive descrizioni, ma quando serve è meravigliosamente comunicativo, poetico ed emozionante. Amalgama e alterna con un ritmo perfetto dialoghi, introspezione e azione. E di azione ce n'è in abbondanza! Così come sangue, colli spezzati e arti strappati. Insomma, non è il paese delle meraviglie...

Per concludere, penso che questo sia un ottimo romanzo, perfetto per chi ama i fantasy con una componente romantica ben spiccata, scritto benissimo e davvero piacevole da leggere.

Quattro e mezzo

2 commenti:

  1. Oggi ho imparato una cosa: commentare è bello e doveroso e allora commento. Ho letto questa recensione con le lacrime agli occhi. Grazie. (Anche se lo faccio con l'altra me )

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    1. Grazie Ross! (Ti chiamo così, in modo da unire le due personalità!) In questo caso non era doveroso, perché ho letto il libro di mia iniziativa, ma di sicuro è bello e graditissimo. Sono felice che la recensione ti sia piaciuta, così ho avuto la possibilità di ricambiare in minima parte le emozioni che mi hai regalato con il tuo libro. Aspetto i fatini! E pure il kilt! *_*

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